CLICK AND LOOK (omaggio al regista Ermanno Olmi)

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sabato 16 agosto 2014

la buona volontà e noi ...



La volontà è secondo il significato del termine: la facoltà di volere; la capacità di decidere e agire in modo da raggiungere il proprio scopo.


La buona volontà è un'altra cosa.

La buona volontà è amore in azione, un moto dell'animo che coinvolge l'aspetto volitivo della mente.
Praticando la buona volontà si arriva ad un accordo, le distanze si accorciano al fine di trovare un punto in comune dal quale sviluppare strategie di relazione.
La vicinanza determinata dalla buona volontà permette di condividere esperienze, individua obiettivi comuni, accresce la capacità di comprensione di punti di vista diversi dai propri.


Applicare la Buona Volontà nel pensiero, nelle parole e nelle azioni quotidiane costituisce la base di rapporti umani che fanno stare meglio e portano verso una cooperazione fraterna.

Laddove si pratica la buona volontà avviene un incontro, si arriva ad un accordo, nonostante la distanza iniziale che separa due punti di vista.

Si procede come su binari paralleli, la cui vicinanza è determinata dalla nostra volontà di essere complementari, di condividere l'esperienza, di individuare obiettivi comuni.

Con la volontà di costruire punti di unione, si realizza una rete di legami sinergici che ci porta alla fratellanza.

Per praticare la buona volontà è indispensabile non solo parlare ma avere capacità di ascolt0, aprire i cuori.

La buona volontà evoca il canto degli Angeli, la notte Santa: "Gloria a Dio nell'alto dei cieli e pace in terra agli uomini di Buona Volontà"






sabato 9 agosto 2014

dizionario di nautica


DIZIONARIO NAUTICO - parte seconda
C
Carena : è la parte dello scafo che è immersa in acqua. In gergo viene chiamata anche opera viva mentre la parte che sta fuori dall'acqua viene chiamata anche opera morta. 
Cazzare : Vuol dire tendere una cima. Per essere un tantino più pignoli è un termine che si usa quando si deve tendere una scotta (quei cavi tessili che regolano le vele). 
Chiglia sulle barche in legno è ben visibile: è come una trave che va da prua a poppa dalla quale si diramano le ordinate, (quelle specie di costole che fanno da struttura e permettono il fissaggio del fasciame). Sulle moderne barche costruite in vetro resina la chiglia è un tutt’uno con l’intero scafo, quindi molto meno visibile come sulle barche in legno.
Cima : termine genericamente riferito alle corde presenti a bordo. Ma è più corretto considerare le cime quelle corde utilizzate all’ ormeggio dell’imbarcazione. 
Corpo morto : si tratta generalmente di un blocco di cemento armato posto sul fondale, da cui parte una robusta cima o una catena, alla quale sono collegate boe o gavitelli.
Crocette : sono dei bracci perpendicolari all’ albero, posti a varie altezze (ordini) il cui compito è distanziare e garantire la giusta tensione delle sartie (cavi metallici che servono per reggere trasversalmente l’albero): è un termine che indica l'azione di legare saldamente una cima ad un sostegno (bitta, anello, draglia) in modo che non si sciolga.

Deriva :  è una specie di "pinna" fissata alla parte inferiore della chiglia (sotto lo scafo di una barca a vela). Ne esistono di mobili (generalmente sono dotate di derive mobili piccole imbarcazioni) e fisse. Il compito della deriva è quello di contenere lo sbandamento e lo scarroccio (spostamento laterale di un’imbarcazione dovuto al vento e alle correnti), per esempio nell'andatura di bolina. Ma "deriva" è  il termine con cui viene definita in genere anche una piccola barchetta a vela.

Dritta : in gergo nautico sta per destra. In barca per dire "a destra" si dice "a dritta".

Drizza :  è la manovra utilizzata per alzare carichi o issare una vela. La drizza prende il nome dalla vela in questione: drizza di randa, drizza del genoa, drizza dello spinnaker, ecc, ecc.


E

Equipaggio: è il gruppo di persone a cui sono affidate le manovre di una imbarcazione. Ogni membro dell'equipaggio ha solitamente una mansione specifica, concordata assieme al comandante.  


F

Filare: termine riferito al rilascio di una cima.

Fiocco: vela di prua di forma triangolare inferrita ad un cavo metallico detto strallo  e l’albero.

Fondo :  è un termine riferito alla manovra d’ancoraggio. Dare fondo all’ancora è più corretto che dire "gettare l'ancora in mare"

Frangente : è un termine riferito alle onde quando la loro cresta  si rompe come una cascata. Le onde che frangono sono molto pericolose e con mare mosso bisogna prestare la massima attenzione soprattutto in prossimità di fondali bassi.

Fuori tutto : è un termine riferito alla lunghezza totale delle imbarcazioni comprese le loro appendici.


G

Gassa d’amante (o nodo Bolina): è il nodo marinaro per eccellenza. E' costituito da un’asola che non scorre, ed è generalmente usato per ormeggiarsi, per legare le scotte alle vele, e in qualsiasi altra circostanza in cui si richiede un nodo sicuro. Se viene fatto a regola d’arte non si scioglierà mai senza un intervento umano. E quando è necessario si scioglie senza problemi.

Gavone: scomparto di una barca dove vengono riposti oggetti vari che possono servire a bordo.

Gran Lasco: andatura velica in cui il vento proviene quasi da poppa. Angolo d’incidenza tra direzione di provenienza del vento e la barca tra i 160° e 175°.I

Incattivare:  è un termine riferito alle cime quando sono imbrogliate su se stesse. 

Inferire: significa fissare le vele. La randa (la vela più grande) ad'esempio, si fissa  (cioè si "inferisce") facendone scorrere il margine lungo una scanalatura presente sull’albero. Il fiocco o il genoa se sono avvolgibili si inferiscono allo strallo di prua tramite un tubo in alluminio dotato di un apposita canalina, se invece il fiocco o il genoa non sono avvolgibile si inferiscono allo strallo tramite dei garrocci in tal caso si dice: ingarrocciare.

Issare: è il termine con cui ci si riferisce all’innalzare, tramite apposite cime (drizze), una vela, una bandiera o anche un carico.

 L

Landa : è una piastra di acciaio fissata alle paratie dello scafo sulle quali vengono collegate le sartie, lo strallo, il paterazzo (cavi d’acciaio che hanno la funzione di reggere l’albero sia in senso longitudinale sia in senso trasversale). Il collegamento landa/sartia avviene tramite degli arridatoi.

Lascare : rilasciare una scotta.

Levante : il vento che viene esattamente da Est.

Libeccio: vento con direzione Sud-Ovest. Si chiama in questo modo perché viene dalla Libia. Il libeccio è un vento che rende il mare mosso ed espone le coste occidentali dell’Italia a violente mareggiate; inoltre porta pertubazioni e pioggia.



E' un po' complicato per i non addetti ai lavori ...
è solo un modo per imparare due nuovi vocaboli ...
continua ...

mercoledì 6 agosto 2014

PAROLE DI NAUTICA


Ho parlato di regata qualche giorno fa e mi è sorto il desiderio di comprendere un po' di più il linguaggio proprio della nautica.
Mi cimento in qualcosa di difficile ... ma considerata la stagione (estate che poco si vede per la verità) e partendo dal presupposto che sempre si possono allargare le conoscenze imparando anche nuovi vocaboli propongo un dizionarietto nautico.
Anche se ne imparerò  una o due ne saprò comunque più di prima ...

Dizionario nautico essenziale

La nautica parla un linguaggio tutto suo, caratterizzato da termini originali, a volte anche strani o addirittura incomprensibili. 
A bordo di una barca tutti gli oggetti hanno nomi propri che a volte cambiano a seconda della funzione: quella che qualcuno potrebbe definire una semplice "corda", ad esempio, può essere di volta in volta una sartia, una drizza, oppure una scotta. 
Un vero marinaio non non dirà mai di "gettare l'ancora", ma di "dare fondo"; non ti chiederà mai di "tirare quella corda che serve per tendere la vela più grande": ti dirà piuttosto di "cazzare la randa". 
In pratica conoscere almeno in minima parte il gergo marinaresco è indispensabile per chi va in mare. 
Soprattutto per capire e farsi capire da chi si trova "sulla stessa barca" !

A

Adugliare una cima: si tratta di raccogliere e avvolgere una cima su se stessa in modo da formare una matassa a spirale.  E' bene adugliare le cime per evitare che si "incattivino" (vedi la voce) e vi facciano inciampare sul più bello di una manovra!

Amantiglio : è un cavo che, quando la randa (la vela più grande) è ammainata, sostiene il boma, cioè il palo orizzontale su cui si fissa la vela. 

Ammainare far scendere verso il basso; di solito una vela, una bandiera o anche un carico sospeso.

Andatura la direzione che la barca tiene rispetto alla direzione del vento. 

Andatura portante quando si naviga con il vento che viene da poppa.

Angolo morto una zona in cui l’angolo d’incidenza con il vento è tale da rendere impossibile la navigazione. Le vele sbattono, non si gonfiano perché la prua della barca si trova esattamente dalla direzione di provenienza del vento. 

A riva : termine riferito alla quantità di vela esposta al vento oppure quando si espongono bandiere verso l’alto.

B

Balumina è in parole povere " l’ipotenusa" delle vele dalla forma triangolare, quelle più usate sulle barche a vela.

Baglio il punto di massima larghezza di una barca.

Barra : asta mediante cui si governa il timone, generalmente utilizzata per governare i timoni di piccole e medie imbarcazioni. Sulle barche a vela più piccole è spesso collegata ad uno "stick" che permette al timoniere di spostarsi da una parte all'altra della barca quando viene effettuata una virata. 

Beccheggio : è il movimento oscillante dell'imbarcazione lungo l'asse trasversale.

Bitta : è quella colonnina di ferro a forma di fungo che molti avranno visto  sulle banchine dei moli, attorno a cui vengono  avvolte le cime d'ormeggio. Ma le bitte sono presenti anche sulle barche, hanno una forma generalmente a T sono in acciaio inox e sono collocate a prua, poppa, e su imbarcazioni più grandi, anche al centro.  In gergo vengono anche chiamate“gallocce”. Le bitte o gallocce si trovano anche alla base dell’albero per avvolgere le drizze della randa, del genoa o fiocco, o qualsiasi altra manovra.

Boa :  è un oggetto galleggiante ancorato sul fondo che serve principalmente per per segnalare pericoli alla navigazione o limiti di navigazione ma che può anche servire per ormeggiarsi. Generalmente le boe hanno una forma tondeggiante e colori diversi a seconda di quello che devono segnalare.

Bolina : è l’andatura che fa una barca a vela quando cerca di risalire il vento con un’angolo tra i 40 e i 70 gradi. 

Boma :  trave in legno, alluminio o fibra di carbonio, serve a sostenere la randa ed è fissato ortogonalmente all'albero tramite un perno detto trozza.  Il boma è molto noto ai neofiti della vela per i bernoccoli che provoca sulle capocce dei più distratti in fase di virata o strambata. 

Bonaccia : è la mancanza totale di vento in navigazione. 

Bordeggiare : continuo cambiamento di rotta. Si bordeggia quando si risale il vento (si va di bolina), ma anche nelle andature portanti (traverso, lasco, gran lasco) può essere necessario fare dei bordi.

Bugliolo : e’ un semplice secchio, utile per gettare fuori bordo l'acqua che fosse entrata nella barca oppure per farsi una doccia rinfrescante quando il sole picchia forte. 

Bugna : è l'angolo inferiore posteriore di una vela in cui vengono agganciate le scotte (cioè i cavi tessili che consentono di manovrare le vele).

Poichè le parole trovate sono tante farò a puntate. 
Seguiranno l'ordine alfabetico ....




NON FARE AGLI ALTRI QUELLO CHE NON VORRESTI FOSSE FATTO A TE!

CHE COS' E'   L' ETICA DELLA RECIPROCITA'?    ...

Già molte filosofie antiche ne davano traccia:

"Non fare al tuo vicino quello che ti offenderebbe se fatto da lui"
(Pittaco - filosofo greco vissuto prima di Cristo)

" Non fare agli altri ciò che ti riempirebbe di ira se fatto a te dagli altri"
(Isocrate - maestro di retorica, educatore vissuto prima di Cristo)

"Ciò che non vuoi sia fatto a te, non farlo agli altri"
(Confucio - filosofo cinese vissuto prima di Cristo)

"Nessuno dovrebbe mai fare ciò che giudica dannoso per se stesso a qualcun altro. Questa, in sintesi, è la regola della Rettitudine"
(Mahabharata poema epico della letteratura sanscrita classica)

"Tutte le cose dunque che volete che gli uomini vi facciano, anche voi dovete similmente farle loro"
(Gesù nel Discorso della Montagna - Vangelo di Matteo)


Risulta chiaro ora il significato di etica della reciprocità .... è qualcosa di già sentito, che sappiamo far parte del nostro bagaglio culturale, religioso ...

L'etica della reciprocità o regola d'oro è un valore morale fondamentale che "si riferisce all'equilibrio in un sistema interattivo tale che ciascuna parte ha diritti e doveri; la norma secondaria della complementarità afferma che i diritti di ciascuno sono un dovere per l'altro".


E' in pratica un codice etico in base al quale ciascuno ha diritto a un trattamento giusto e il dovere e la responsabilità di assicurare la giustizia agli altri.
La reciprocità è la base essenziale per il moderno concetto di diritti umani.

Un elemento chiave della regola è che chi cerca di vivere in base ad essa tratta tutte le persone, e non solo i membri della propria comunità di appartenenza, con rispetto.
La regola d`oro ha radici in molte culture diverse. Importanti filosofi e personaggi religiosi l'hanno formulata in modi diversi. La "reciprocità" sintetizza in sé le parole libertà e uguaglianza.
Ogni ingiustizia avrebbe origine da qualche precisa violazione del principio di reciprocità tra individui.



venerdì 1 agosto 2014

OMAGGIO A TE


Non sono esperta di barche, quelle di carta da bambina, quelle utilizzate per escursioni varie in località di mare .... ma per fare un omaggio a una persona che invece di nautica ne sa e ama mettersi alla prova da tempo cercando di governare vele e derive, domando onde, sfruttando venti, forgiando così anche se stesso, ..... scuola di vita .......  scrivo questo post.

Domani  .... 28ma TRANS BENACO CRUISE RACE
prestigiosa regata per imbarcazioni di Classi Crociera e per tutte le Classi Monotipo 
organizzata dal Circolo Nautico Portese in collaborazione con  il Club Fraglia della Vela Riva

1a prova: sabato 2 agosto 2014 partenza ore 09,00
percorso a crociera di circa 19,5 miglia: Portese - Riva del Garda

2a prova: domenica 3 agosto 2014 partenza ore 08,30
percorso a crociera di circa 20,5 miglia: Riva del Garda - Portese

domenica sera premiazioni sul piazzale del Circolo Nautico Portese


Ho sentito dire che la vera ragione per cui si sceglie di andare a vela sia la ricerca di un altro modo di vivere, un modo in cui tutte le nostre reazioni risultano più intense.
La burrasca, mai cercata sempre evitata, rimane il momento culminante, il momento della verità. Perché alla prova dei fatti occorre tirare fuori la prestanza fisica, la resistenza alla fatica, il sangue freddo, l'abilità, la capacità di previsione e l'arte di infondere fiducia nelle persone vicine. 
Le emozioni si vivono ad un alto livello di intensità sia nel bene che nel male: più contenti, più impauriti, più coraggiosi ...
Rimane anche un confronto, in un bagno di umiltà, tra se stessi e l'imprevisto, tra se stessi  e la natura in tutte le sue manifestazioni.
La soddisfazione anche di poter fare, di poter valere, di poter riuscire ... insomma una sfida anche con se stessi.
Eh, si ... do ragione al mio amico. Esperienze così formano, temprano il carattere.


Auguro:
a tutti i partecipanti grandi soddisfazioni
ai giudici di gara l'attenzione necessaria per essere sensibili ai problemi della gara, avere correttezza di giudizio, rispetto della lealtà dei fatti.


Trans benaco Cruise Race

martedì 22 luglio 2014

Una poesia che tocca dentro

I ragazzi che si amano

I ragazzi che si amano si baciano in piedi

Contro le porte della notte

E i passanti che passano li segnano a dito

Ma i ragazzi che si amano

Non ci sono per nessuno

Ed è la loro ombra soltanto

Che trema nella notte

Stimolando la rabbia dei passanti

La loro rabbia il loro disprezzo le risa la loro invidia

I ragazzi che si amano non ci sono per nessuno

Essi sono altrove molto più lontano della notte

Molto più in alto del giorno

Nell'abbagliante splendore del loro primo amore



Jacques Prévert






lunedì 21 luglio 2014

dove sto scrivendo

Scrivere per far emergere i propri pensieri. 
Mettere su binari alfabetici il flusso di idee, stati emotivi che ci passano dentro in un determinato momento. Molto di getto, come colori che da tubetti escono e, finendo su tela, vanno a formare una macchia, più macchie, un colore, più colori che a un certo punto diventano forme, espressioni d'autore, quadri che raccontano qualcosa in quel momento preciso.
Quando ho aperto questo blog, probabilmente, l'onda era proprio questa: scrivere per tirare fuori me stessa, aprendomi ad altri, facendomi conoscere non per megalomanie personali ma per condividere, contattare (con tatto e con uso dei sensi possibili) altre persone. Aprire le braccia al mondo dicevo nel sottotitolo del blog, non a caso.
In questo periodo sto scrivendo poco qui.
Gli amici dall'Italia e i tanti dall'estero
(care sconosciute/cari sconosciuti) se ne saranno resi conto. Legittima è la domanda. Perché?
La risposta sta nel fatto che sto scrivendo da altre parti.
Quindi non è un disamore alla scrittura come modo per tirar fuori il me, nel senso più ampio, ma è l'aver scelto di dedicare tempo e spazio ad altri "fogli" ....
Non abbandono il blog ..... ho voluto solo dare una giustifica a chi mi segue.









venerdì 4 luglio 2014

DEDICATO A CHI SI CERCA ...



Per chi si cerca, per chi si ama, un testo di poche parole ma di contenuto .... 

E' la canzone che mi ricorda questa bella estate 2014.


A SKY FULL OF STARS


Cause you're a sky, cause you're a sky full of stars
I'm going to give you my heart
Cause you're a sky, cause you're a sky full of stars
And cause you light up the path
I don't care, go on and tear me apart
I don't care if you do
Cause in a sky, cause in a sky full of stars
I think I see you
I think I saw you
Cause you're a sky, cause you're a sky full of stars
I want to die in your arms, arms
Cause you get lighter the more it gets dark
I'm going to give you my heart
And I don't care, go on and tear me apart
I don't care if you do
Cause in a sky, cause in a sky full of stars
I think I see you
Because you're a sky, you're a sky full of stars
Such a Heavenly view
Such a Heavenly view

Perché sei un cielo, poiché sei un cielo pieno di stelle
Sto per darti il mio cuore
Perché sei un cielo, poiché sei un cielo pieno di stelle
E perché illumini il mio cammino
Non mi interessa, vai avanti e lacerami
Non mi importa se lo fai
Perché sei un cielo, poiché sei un cielo pieno di stelle
Penso di vederti
Penso di averti vista
Perché sei un cielo, poiché sei un cielo pieno di stelle
Voglio morire tra le tue braccia, braccia
Poiché mi dai più luce più si fa buio
Sto per darti il mio cuore
E Non mi interessa, vai avanti e lacerami
Non mi importa se lo fai
Perché sei un cielo, poiché sei un cielo pieno di stelle
Penso di vederti
Perché tu sei un cielo, un cielo pieno di stelle
Una visione così paradisiaca
Una visione così paradisiaca...


Cervo e le sue spiaggie

giovedì 15 maggio 2014

Giro di boa, la mia barchetta di carta, immagini d'acqua ...
In questi giorni, molte persone passano dal mio blog ... dall'Italia ma anche dall'estero.
Senza clamore, senza palese diffusione, senza da parte mia aggiornamenti continui, riscontro dalle statistiche che le visite continuano. C'è stato un giro di boa ai numeri proprio ultimamente.
Per me è un foglio bianco che riempio solo quando mi sento, una barchettina di carta piegata, come facevo da bambina, che metto nell'acqua di internet. 

Vi ringrazio e saluto tutti, tutti. Spero di lasciare a ciascuno di voi qualcosa di buono, qualcosa di bello. Un abbraccio affettuoso!

Vi regalo due immagini d'acqua: una è Pescarenico (LC), l'altra è una località del lago di Garda (BS). 







Halfway point, my paper boat, pictures of water ... 
These days, many people pass by my blog ... from Italy but also abroad. 
Without fanfare, without apparent diffusion without continuous updates on my part, reflected by the statistics that visits continue. There was a turning point in their numbers lately. 
For me it is a blank sheet of paper that fill only when I feel a little boat of folded paper, as I did as a child, that I put into the internet. 

Thank you and greet you all, everyone. I hope to give each of you something good, something beautiful. An affectionate hug! 


We present two images of water: one is Pescarenico (LC), the other is a resort of Lake Garda (BS).


mercoledì 14 maggio 2014

il vento soffia dove vuole



Oggi è venuto a trovarci il vento ooooo!

Il vento è un fenomeno naturale che consiste nel movimento ordinato, quasi orizzontale, di masse d'aria dovuto alla differenza di pressione tra due punti dell'atmosfera. Il vento, quindi, può essere sinteticamente visto come un fiume d'aria che partendo da zone di alta pressione tende a riempire i vuoti lasciati dalle depressioni.

Trovo il vento un fenomeno da ammirare. Mi piace guardarlo quando con la sua potenza muove l'erba alta con movimenti leggeri o anche forti. A quel punto il prato ondeggia di qua e di là trascinando il verde dei fili e il colorato dei fiori se ci sono: quei rossi, quei gialli di primavera...  Assomiglia nel moto a un mare fluido, sinuoso nel suo andare e venire... ma non lo è nei colori. Non lo è.
Il mare, con un tipo di vento, disegna creste di ondine piccole e bianche simpatiche, non pericolose, infantili.
Altre volte invece ... il vento forma al mare onde così spumeggianti, bianche, grandi che pare vogliano inghiottire tutto quello che capita a tiro. 

Il vento altre volte è leggero, con un passo di ballerina, ti passa vicino sollevandoti un po' la gonna, muovendoti appena il foulard o la sciarpa, spettinandoti un lembo di capelli che ripassi con tocco di mano. E' così delicato che sembra parlarti all'orecchio teso ma non intendi nulla e ... magari ti crei un fumetto di idee in testa. 

Il vento aiuta a spazzare via anche strani pensieri. Fa caos per poi fare ordine. Quello è il vento migliore, una volta passato, sai bene cosa ti resta da fare. Raccogli le cose davvero importanti per te. 

Vorrei che ogni tipo di vento partisse lasciando un bacio leggero su guancia.